Le carceri italiane

In Italia sono 65.701 i detenuti reclusi (compresi anche quelli in semilibertà) nei 206 istituti di pena del nostro paese, a fronte di una capienza regolamentare di 47,040 posti.

La questione del sovraffollamento, per la quale l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel gennaio scorso, non è però l’unico problema.

Per quanto sia uno dei più gravi, da anni gli operatori penitenziari, i volontari e tutti coloro che visitano le carceri italiane denunciano la diffusa violazione dei diritti e della dignità delle persone detenute.

Le criticità sono tantissime, tra cui vanno ricodati:

  • l’elevato numero di decessi e di suicidi: nel solo 2012 sono stati registrati almeno 154 morti nelle carceri italiane, di cui 60 suicidi
  • l’anomalia tutta italiana di un sistema penitenziario in cui più del 40% delle persone in carcere sono detenuti in attesa di giudizio
  • la mancanza di opportunità di lavoro e formazione che, per legge, dovrebbero essere obbligatorie per tutti i detenuti condannati come elemento fondamentale per costruire il reinserimento sociale alla fine della pena: si è scelto invece di tagliare pesantemente su questa voce, visto che le risorse ministeriali per le “mercedi” (cioè la retribuzione del lavoro interno agli istituti) sono scese dagli 11milioni di euro del 2010 a 3milioni nel 2012
  • l’elevata presenza in carcere di persone con problemi di consumo o abuso di sostanze stupefacenti o per violazione della normativa sulle droghe: secondo dati recenti del Consiglio d’Europa il 38,4 per cento della popolazione detenuta in Italia è in carcere per questo, mentre in Francia, Germania o Inghilterra questa percentuale è di circa il 15 per cento
  • la diffusione di problematiche sanitarie e soprattutto di varie forme di disagio psichico tra la popolazione detenuta: solo limitandosi ai casi presi in carico dal servizio sanitario interno alle carceri, circa un quarto delle persone detenute manifesta gravi forme di disturbo psichico
  • la forte discriminazione dei detenuti stranieri che, rispetto agli italiani, faticano molto di più ad accedere alle misure alternative alla detenzione
  • lo scarsissimo investimento di risorse e di personale sugli aspetti trattamentali e non solo custodiali della pena detentiva.

Per saperne di più, guarda il web-doc “Inside Carceri” realizzato dall’associazione Antigone

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