Tre leggi per la giustizia e i diritti: firma anche tu! A Milano il 9 aprile, in corso di Porta Vittoria dalle 9 alle 13

Martedì 9 aprile nella mattinata davanti ai tribunali delle seguenti città: AnconaBariBolognaBolzanoCagliariCatanzaroChietiFerraraFirenze,
GenovaLecceLivorno, MilanoNapoliPalermoPerugiaPotenzaRomaTarantoTivoli,Torino,
TrentoUdineUrbinoVelletriVenezia, sarà possibile firmare le tre proposte di legge di iniziativa popolare dirette rispettivamente a introdurre il delitto di tortura nel codice penale, a cambiare la legge Fini-Giovanardi sulle droghe, a ripristinare la legalità nelle carceri affollate.
A Milano la Camera penale, CGIL e Antigone raccolgono le firme in corso di Porta Vittoria dalle 9 alle 13.

“Ci appelliamo ai cittadini, agli operatori della giustizia, ai parlamentari perché firmino le tre proposte. Sarebbe un bel segnale se martedì prossimo anche esponenti delle forze politiche si recassero davanti ai tribunali a sottoscrivere le nostre proposte tutte nel segno della giustizia, della democrazia, dei diritti umani.” Continue reading

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La Sesta Opera San Fedele invita i candidati alla presidenza della Regione Lombardia per parlare di carcere

Lunedi 18 febbraio alle ore 18, in S.Fedele, invito ai candidati alle elezioni del 24/25 febbraio 2013 per la presentazione dei programmi elettorali

Al termine dell’ incontro conclusivo della settimana per i diritti dei detenuti venerdì 8 febbraio alle 18 a Palazzo Reale, la Sesta Opera San Fedele – una delle più antiche di assistenza carceraria, nata nel 1923 e operante nei carceri milanesi – per bocca del suo inviato Giorgio Faravelli, come proposta ha invitato i candidati alla presidenza della regione Lombardia Albertini, Ambrosoli, Carcano, Maroni e Pinardi a presentare, personalmente o tramite un rappresentate, gli indirizzi e i conseguenti impegni sulle ineludibili emergenze evidenziate nelle relazioni della settimana, in un incontro in

Piazza San Fedele 4 – Sala Ricci.
20121 Milano
lunedi 18 febbraio alle ore 18

Ha invitato anche, per dare ascolto, tutti i promotori della iniziativa conclusa, tutte le Associazioni presenti ed anche quelle coinvolte con il carcere, non presenti.

La proposta nasce dal silenzio rimasto tale nonostante gli appelli accorati del Capo dello Stato e del Cardinale Scola, – in occasione della Messa di Natale a San Vittore -, da parte di chi dovremo eleggere nei due importanti turni elettorali, su programmi chiari ed espliciti atti a modificare concretamente questo sistema carcerario, non più tollerabile,

Si ritiene aspettativa corretta che, prima del 24 febbraio, giorno di votazioni, alle associazioni operanti in questo mondo e non solo, venga presentato cosa è previsto nei programmi elettorali ad un livello di dettaglio adeguato ad una valutazione d’impatto sul breve e medio termine.

La Sesta Opera, con già l’adesione dei Promotori della Settimana Carcere, Diritti e Dignità, ci sarà ad offrire questo spazio per colmare un ritardo difficilmente giustificabile su un tema che ha trasceso perfino l’ambito nazionale.

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO FIRMATO

Ben oltre le mille firme all’appello lanciato sul blog “Carcere, diritti e dignità”. Alcune adesioni ancora stanno arrivando e altre stiamo finendo di inserirle nel lungo elenco.  Un successo oltre ogni speranza, visti i mezzi limitati di una campagna affidata, di fatto, al passaparola o poco più.

Eppure, di fronte a un tema così complesso, tanti cittadini, con la loro firma, hanno dichiarato inaccettabile quanto avviene ogni giorno nelle celle dove sono stipati migliaia di detenuti. Lo testimoniano i numerosi commenti arrivati insieme alle firme che passiamo, perché ne facciano buon uso, ai futuri eletti come stimolo a predisporre interventi che sono finora mancati.

Quello del carcere deve diventare un tema centrale dei prossimi anni di governo, nazionale e regionale. Bisogna passare dalle parole ai fatti, come hanno ricordato quei politici che si sono mostrati a favore di questa iniziativa e, soprattutto, come ha fortemente sottolineato il Presidente Napolitano con
la visita al carcere di San Vittore e le parole sulle drammatiche condizioni di vita dei detenuti.

Ci auguriamo che anche “Carcere, diritti e dignità” possa contribuire a questo cambiamento e, quindi, non possiamo che dirvi “Grazie!”.

Grazie a tutti, persone comuni e personaggi pubblici, famosi o anonimi poco importa, le cui firme valgono tutte nello stesso modo e alimentano quel sentimento civile che considera chi ha sbagliato una persona che ha il diritto di redimersi e non di essere abbrutita in un girone infernale quale somiglia sempre più il nostro sistema carcerario, che vuole parità di difesa per tutti, per chi ne ha i mezzi e per chi non ne ha, che vuole una persona con disturbi psichici ricoverata in strutture territoriali adeguate e che vorrebbe finalmente anche in Italia introdotto il reato di tortura contro ogni tentazione di brutalità.

Grazie. Il successo dell’appello dà speranza. Ma non deve restare un episodio. La mobilitazione continua, l’appuntamento di questo pomeriggio alle 18 all’incontro pubblico che a Palazzo Reale chiude la settimana di “Carcere, diritti e dignità” è solo una tappa. Nuovi appuntamenti seguiranno. Ve li faremo sapere, ascoltate il tam tam.

Incontro pubblico: dal dire al fare

Venerdì 8 febbraio ore 18.00

Palazzo Reale – Sala Conferenze – Piazza Duomo, 14 Milano

Dopo una settimana di mobilitazione straordinaria sui temi del carcere e della pena, dopo l’importante visita del Presidente della Repubblica, dopo aver raccolto più di mille firme in calce all’appello “Carcere, diritti e dignità”, dopo il digiuno a staffetta che ha coinvolto una ventina di cittadini milanesi ci ritroviamo venerdì 8 febbraio alle 18.00 nella Sala Conferenze di Palazzo Reale per ribadire che è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.

Abbiamo organizzato un incontro pubblico durante il quale gli operatori, i volontari, i cittadini attenti a questi temi presenteranno le loro proposte concrete sul “che fare” per restituire diritti e dignità alle persone detenute.

All’inconctro sono invitati il Tribunale di Sorveglianza, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria, i direttori delle carceri milanesi, l’Amministrazione comunale e provinciale, nonchè tutti i candidati alle prossime elezioni regionali e nazionali.

La visita del Presidente Napolitano a San Vittore

”Ho più volte, e anche molto di recente, colto ogni occasione per denunciare le insostenibilità delle condizioni del carcere e di coloro che vi sono rinchiusi e avrei auspicato che i miei appelli fossero accolti in maniera maggiore di quanto sia accaduto ma posso assicurare che questo è accaduto anche per vari altri appelli del presidente della Repubblica riguardanti altre questioni”. E’ quanto ha affermato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, durante la sua visita al carcere di San Vittore di Milano.

++ CARCERI: NAPOLITANO,AVREI FIRMATO AMNISTIA DIECI VOLTE ++

”Sono in gioco il prestigio e l’onore dell’Italia…”Nella mia responsabilità di presidente della Repubblica – ha continuato – debbo dire che sono in gioco il prestigio e l’onore dell’Italia e quindi questa questione e l’impegno inderogabile che ne discende debbono essere ben presenti a tutte le forze politiche e ai cittadini elettori, anche nel momento in cui il nostro popolo è chiamato ad eleggere un nuovo Parlamento”.

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Grazie, Presidente!

Caro Presidente Napolitano,
Presidente_Napolitanola Sua visita al carcere milanese di San Vittore giunge in un momento difficile per la situazione di sovraffollamento esistente in tutte le strutture detentive in Italia. E’ l’aspetto più drammatico e intollerabile di un sistema che, nonostante i richiami costituzionali dell’articolo 27, continua ad avere nel carcere il luogo della punizione e stenta ad avviare pene alternative che consentirebbero un miglior recupero e una pronta riabilitazione sociale a chi ha sbagliato.
Lei ha sempre dimostrato nei confronti del problema una grande attenzione e una forte sensibilità, appellandosi spesso alle forze politiche e alla coscienza del paese.  Attenzione e sensibilità confermate dalla Sua presenza a San Vittore mercoledì 6 febbraio.
La vogliamo ringraziare, signor Presidente, per questa visita.
Chi le scrive è impegnato da tempo in una campagna di sensibilizzazione, riflessione e proposte sulle condizioni di vita delle persone recluse chiedendo a tutti di firmare l’appello di “Carcere, diritti e dignità”.
Per noi, signor Presidente, la sua presenza oggi a San Vittore vale più di una firma. E’ la conferma che la nostra convinzione che una società è tanto più giusta e civile tanto più giusto e civile è il suo sistema carcerario trova nella prima carica dello Stato un’autorevole condivisione.
I promotori di “Carcere, diritti e dignità”:

Osservatorio Carcere e territorio Milano, Associazione Antigone Lombardia, Associazione Avvocati per niente, Camera penale di Milano, CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”.

L’appello di “Carcere, diritti e dignità”

“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Così vuole l’articolo 27 della Costituzione Italiana, ma la realtà è ben diversa e, ancora oggi, la pena detentiva in Italia per molte persone è una forma di trattamento inumano e degradante. É un problema a cui in tutti questi anni la politica non è stata capace di dare risposte adeguate, limitandosi a provvedimenti tampone.

Le soluzioni sono altre e da tempo individuate. Noi, sottoscrittori di questo appello, intendiamo richiamare la politica alle sue responsabilità. Vogliamo che il nuovo Parlamento si impegni a restituire diritti e dignità alle persone detenute. Chiediamo ai candidati alle prossime elezioni nazionali e regionali di porre questi temi al centro della loro proposta politica. In particolare, chiediamo di impegnarsi per:

  • depenalizzare i reati minori
  • promuovere pene alternative alla detenzione
  • abolire le tre leggi che hanno maggiormente causato l’attuale sovraffollamento carcerario:
    la legge Fini-Giovanardi in materia di produzione, traffico, detenzione illecita ed uso di sostanze stupefacenti, la legge Bossi-Fini in materia di immigrazione e la legge ex-Cirielli nella parte riguardante la recidiva che penalizza eccessivamente i condannati per reati di microcriminalità
  • dare piena attuazione alla normativa sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari favorendo l’assistenza territoriale dei detenuti con problemi di salute mentale
  • introdurre anche in Italia il reato di tortura e creare un organismo nazionale di tutela e garanzia dei diritti delle persone private della libertà, come richiesto dalle convenzioni internazionali sui diritti umani a cui l’Italia ha aderito

Firma anche tu l’appello

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